“Sto bene da sola, ma da sola soffro tanto. Non lo ammetterei mai, ma si vede da come sono gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Voglio che le persone mi vogliano bene, e per quanto io cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno io ho costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non mi permettono di scappare abbastanza lontano. Lontano non ci so andare, poi mi manca l’aria e non so che fare, mi piace l’Italia, ma non è l’Italia che mi piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non saprei andare avanti, perché ci metto anni ad affezionarmi a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle. Non credo agli amori infiniti e poi mi commuovo di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Io non piango mai perché sono delusa, quando sono delusa urlo. Quando piango è perché spero, spero e non voglio ammetterlo. Sperare mi ferisce, in qualche modo. Credo che non sia da me, così piango guardando film comici e mi giustifico dicendo che non so davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. Mi piace la notte e mi piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in me è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non mi controllo, non ci riesco e credo che sia un male, invece è meraviglioso.

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